Ignoranza fuori limite
Inviato da pioniere | 18 Feb, 2008
Non capivo fino a che punto la realtà maschile di un uomo potesse spostarsi in là. L'ho scoperto proprio in questi giorni girovagando su internet. Il personaggio in questione è chiamato Salvatore Marino. La libertà di esprimersi è un diritto innegabile a qualsiasi essere vivente, ma a certa gente con un QI inferiore alla norma dovrebbero privarlo.
Il sito in questione si dichiara apertamente:
"rivoluzionario estremo della Tv neo-maschilista on line con i video del Maschio 100% sul web".
Tutto questo ovviamente non poteva partire che da ideali di estrema destra, l'ideale dell'uomo padre di famiglia che punisce la propria donna scopandosela va sempre di moda. Ma qui c'è qualcosa di più, oltre al dibattito contro l'aborto questo tipo sostiene che l'Italia è dominata da un fascismo femminista. Tale fascismo imporrebbe l'omosessualità, l'ateismo e l'anticristianesimo. Come conseguenza di queste cose l'uomo perderebbe le sue doti virili da buon padre di famiglia e diventerebbe asservito alle donne... Ci si potrebbe fare un film su questo, "l'invasione delle vagine dallo spazio" oppure "le tette che distruggono i cervelli". Questo tipo è talmente folle che unisce le tre maggiori religioni (per diffusione e per conoscenza) contro le donne. Questi si dichiarano inoltre sostenitori del papa.
Ma in tutto questo infine le donne come sono considerate? Beh, al 100% immagino, brave casalinghe, disposte a soddisfare il marito in qualsiasi giorno e ora della giornata e sopratutto anche controvoglia. Proprio vero che la madre degli idioti è sempre incinta... finchè ci sono animali del genere in giro!
Film per tutti
Inviato da pioniere | 17 Feb, 2008
Mi sono accorto che non ho mai consigliato nessun film in questo blog. Stasera non sapevo cosa scrivere e allora ho ben pensato di suggerirvi questo capolavoro di Damiano Damiani. Il film si intitola Quien Sabe, tra i suoi interpreti troviamo nomi come Gian Maria Volontè e come Klaus Kinski. Il film parla delle avventure dei ribelli messicani, la cui missione è portare delle armi al generale Elías. Durante un assalto a un treno questo gruppo di ribelli incontra il Niño, che decide di unirsi a loro.
E' un film non impegnato, si guarda tranquillamente e si può ammirare un grandissimo Volontè trasformato in un messicano.
Aspetto commenti!
I feel it everyday
Inviato da pioniere | 10 Feb, 2008"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo."
Ernesto Rafael Guevara De La Serna
E io caro Che, sento questo sentimento, e farò di tutto perchè anche gli altri sentano con me questa cosa. Ma mi trovo a combattare spesso da solo contro un nemico che non esiste, che non si fa trovare. Ogni giorno sento razzismo, sessismo, odio religioso e falsa moralità. Ogni giorno persone vengono uccise per soldi, ogni giorno persone vengono pestate per ideali razzisti, ogni giorno sento sempre più nel cuore la voglia di giustizia che ormai nessun'altro sente più. Sembra, che la vita di certa gente non valga.
(Iraq)
(Carcere di Abu Ghraib)
Dimentichiamo nulla sulle foibe?
Inviato da pioniere | 7 Feb, 2008Se la vicenda foibe, ricordata in Italia in questi giorni, è una tragedia, ancora di più lo è l'occupazione fascista degli anni precedenti. Quella che viene ricordata oggi non è che la terribile conseguenza di anni di occupazione italiana nelle zone della Slovenia e della Croazia.
Le truppe fasciste e i soldati italiani avevano carta libera in seguito alle dichiarazioni razziste del duce:
"Per la creazione del nostro sogno mediterraneo, è necessario che l'Adriatico, che è il nostro golfo, sia in mano nostra; di fronte alla inferiorità della razza barbarica quale è quella slava"
e a delle circolari giunte ai nostri giorni che chiaramente lasciavano piena libertà alle truppe di decidere della vita di ribelli o "presunti" ribelli, ma anche di simpatizzanti della resistenza.
Durante quegli anni di occupazione, vennero sottratti i campi ai contadini slavi e affidati agli italiani, vennero chiusi i teatri e le biblioteche. Come se non bastasse venne indetta l'italianizzazione della gente vietando le scritte slave sulle tombe e imponendo l'italiano come unica lingua. Inoltre le chiese ortodosse vennero depredate, trasformate in chiese cattoliche oppure distrutte o trasformate in stalle; i serbi dovevano circolare con una P sul braccio (Pravoslavac = Ortodosso), gli ebrei con la stella di David e potevano andare solo nei quartieri ghetto approntati per loro; nei locali pubblici era apposto il cartello: "Ingresso vietato ai serbi, ebrei, zingari e cani".
Per fermare l'avanzata delle truppe partigiane slave vennero istituiti dei tribunali speciali che si macchiarono di atrocità come esprime il generale Ponticelli in una intervista rilasciata al "tempo":
"... quattro lustri di odio sono esplosi in un massacro che in un breve lasso di tempo ha avuto quale risultato lo sterminio di 35 mila serbi e decine di migliaia di altri... Tutti furono uccisi con torture inimmaginabili... Tutto può essere facilmente accertato e apparire in tutte le sue atrocità... Gli orrori che gli ustascia hanno commesso sulle ragazze serbe superano ogni idea... Centinaia di fotografie confermano i misfatti subiti dai pochi sopravvissuti: colpi di baionetta, lingue e denti strappati, occhi estirpati, seni tagliati, tutto ciò accadeva dopo che esse erano state violentate..."
Come se non bastasse, ci sono ampie testimonianze di come le foibe venissero utilizzate dai fascisti ancor prima del 1943, e adesso cercano di ricrearsi una verginità.
Non provo stupore dinnanzi a chi trattato per decenni come un animale esplode in così tanto odio e rabbia.
Se ancora non bastasse, parliamo con i numeri:
Tra il 1940 e il 1945 ci furono 45.000 morti tra sloveni e croati e italiani antifascisti, di cui molti gettati nelle foibe, 95.460 arrestati ed internati nei campi di concentramento che furono 113 in Italia, 15 in Jugoslavia e diversi ancora in altri territori occupati. Solo in Slovenia ci furono 13.606 morti nei lager.
Quello che viene festeggiato il 10 febbraio viene strumentalizzato dall'estrema destra per descrivere i partigiani come assassini e sterminatori di italiani, senza ricordare che la causa di così tanto odio è stata proprio la "pulizia etnica" del regime fascista.
Odissea per una pillola
Inviato da pioniere | 5 Feb, 2008Una piccola storiella per meditare:
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Mettiamo che una quarantenne, tutto sommato normale, sposata, con
figli, una domenica abbia un problema. Durante un rapporto (con suo
marito!) il preservativo si rompe. Che fa la sventurata? Innanzitutto
parla con il marito: vogliamo un terzo figlio? Si valutano pro e contro
e questo richiede un po’ di tempo, soprattutto se nel frattempo gli
altri bambini si sono svegliati e chiedono le usuali cure e attenzioni
amorevoli riservate alla domenica mattina. Mettiamo che alla fine di
una lunga giornata di tentennamenti la questione fra il marito e la
moglie venga risolta con un «forse non è il caso». La sventurata mette
a letto i bambini, li lascia a casa con il padre e se ne va in giro
alla ricerca dell’unico mezzo che ha per intervenire: la pillola del
giorno dopo. Una soluzione tutto sommato indolore: la sventurata è
anche una cattolica media, sa che l’aborto significa cancellare una
vita. La pillola del giorno dopo, no. Interrompe il viaggio dello
spermatozoo verso l’ovulo. Niente fecondazione, niente embrioni, nessun
senso di colpa, solo effetti collaterali particolarmente fastidiosi se
se ne abusa. Ma la sventurata non è una diciottenne che si sballa in
discoteca il sabato sera. E’ la prima volta che si trova in una
situazione simile. Non usa nemmeno la pillola. Insomma dovrebbe star
tranquilla.
Piove a Roma. Taxi neanche a parlarne. La donna si avvia a piedi
all’ospedale più vicino, il San Giacomo. Sono le nove, il pronto
soccorso ha l’aria di un porto di mare dopo una violenta mareggiata.
«Di che cosa ha bisogno?», chiede a voce alta un’infermiera mentre
attraversa uno stanzone dove sono sedute almeno cinque o sei persone.
La poveretta si guarda intorno e si dirige verso la stanza
dell’accettazione. In tono dimesso e soprattutto in grado di essere
percepito a non molta distanza, spiega: «Avrei bisogno della pillola
del giorno dopo…». L’infermiera consulta un elenco, poi esce dalla
stanza. Torna dopo cinque minuti. «No, mi dispiace, il medico di turno
stasera è obiettore di coscienza». Obiettore di coscienza? E che
obietterà mai, verrebbe voglia di dire alla donna che sa perfettamente
di essere con la coscienza a posto, di non urtare il mondo cattolico
con la sua richiesta, e che quindi la coscienza del medico di turno non
dovrebbe avere proprio nulla da ridire. La donna chiede il nome
dell’obiettore. «La dottoressa Romito», risponde l’addetta. «Mi
rilascia una dichiarazione scritta?», insiste la donna. «No, nessuna
dichiarazione».
Ci sarebbe da andare avanti perché l’obiezione è prevista solo per la
legge 194 ma la pillola del giorno dopo non ha nulla a che vedere con
l’aborto. È un farmaco contraccettivo: lo si dovrebbe poter acquistare
liberamente in farmacia con una prescrizione nominale e non ripetibile
di un medico o di un ginecologo. La donna però sa anche che il tempo
gioca contro di lei: entro le 24 ore dal rapporto le possibilità di
rimanere incinta sono piuttosto basse. Dopo, invece, aumentano
progressivamente in un diabolico conto alla rovescia. E allora prosegue
per l’ospedale successivo: il Santo Spirito, il più vicino. Arriva
intorno alle dieci e mezza. L’accettazione è chiusa: c’è un caso
urgente e l’unico infermiere se ne sta occupando. La sventurata riesce
a parlargli dopo una mezz’ora di attesa. «No, non è al Pronto Soccorso
che deve venire, vada in ginecologia, al secondo piano». La donna sale.
La porta è chiusa, citofona. Davanti, staziona un signore inquieto.
L’infermiera apre la porta. «Mi dica…». La donna guarda il signore e
risponde a voce bassa. L’infermiera va a verificare il da farsi. «Mi
dispiace, il medico di turno è obiettore di coscienza», spiega al
ritorno. La donna è sul punto di arrabbiarsi. Chiede il nome del
secondo obiettore. «La faccio venire», risponde l’infermiera. Passa un
quarto d’ora mentre il signore inquieto osserva con aria stralunata la
quarantenne alle prese con un «incidente di percorso». Il medico di
turno è una giovane dottoressa, di cognome fa Fatigante. Apre una
stanzetta appartata e spiega che lei non prescrive la pillola. La
donna, sempre meno paziente, chiede aiuto. «Dove posso andare? Qui
vicino c’è il Fatebenefratelli, provo lì?». La dottoressa sorride: «No,
lasci perdere. Le consiglierei piuttosto il San Filippo Neri, il San
Giovanni o il San Camillo». Tanti saluti, e certificazioni scritte
neanche a parlarne.
E’ mezzanotte quando la donna raggiunge il terzo pronto soccorso,
quello del San Camillo. Pensa di essere alla fine del suo calvario. Di
turno c’è il dottor Marino, piuttosto brusco: «Sono obiettore. Una
certificazione scritta? Nemmeno per idea. Sono registrato alla
Direzione Sanitaria». La donna potrebbe girare per tutta la notte e non
trovare nulla. «Non sappiamo quanti si dichiarano obiettori perché
l’obiezione sulla pillola non esiste, ma sono in tanti», spiega Serena
Donati dell’Istituto Superiore di Sanità. Bisogna avere fortuna,
insomma. O bisogna avere la dritta giusta. «Non avvicinarsi agli
ospedali cattolici», spiega la dottoressa Donati. A Roma dei pronto
soccorso aperti di notte, vuol dire scartarne più della metà. Che cosa
resta? Il Sant’Andrea, ad esempio. «Lì tutti prescriviamo la pillola
del giorno dopo», assicura Paola Bianchi, ginecologa dell’ospedale.
Conclusione: se anche la donna riesce a strappare nel cuore della notte
la prescrizione, ha poi il problema di andare alla ricerca di una
farmacia. E non tutti i farmacisti sono disposti a vendere la pillola.
Né la situazione è così diversa nei consultori. In base ad una ricerca
condotta dai radicali romani lo scorso novembre più della metà dei
consultori in città (il 56,8%) non è in grado di fornire né
informazioni né la prescrizione della pillola. «A sud di Roma è ancora
più difficile», commenta Serena Donati. E quindi? E quindi se una
moglie sventurata e mediamente cattolica pensava di poter evitare
conflitti con la Chiesa sbagliava, e anche di grosso. Se la fortuna non
l’assiste, per non avere questo figlio non desiderato ha un’ultima
possibilità: l’aborto e una vita di sensi di colpa.
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Conosco ragazze che mentre chiedevano la pillola del giorno dopo, sono state bersagliate da insulti e quasi costrette a ritrarsi. Pratiche di questo genere riflettono l'oppressione della chiesa sulla vita dei cittadini.
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