Dimentichiamo nulla sulle foibe?
Inviato da pioniere | 7 Feb, 2008Se la vicenda foibe, ricordata in Italia in questi giorni, è una tragedia, ancora di più lo è l'occupazione fascista degli anni precedenti. Quella che viene ricordata oggi non è che la terribile conseguenza di anni di occupazione italiana nelle zone della Slovenia e della Croazia.
Le truppe fasciste e i soldati italiani avevano carta libera in seguito alle dichiarazioni razziste del duce:
"Per la creazione del nostro sogno mediterraneo, è necessario che l'Adriatico, che è il nostro golfo, sia in mano nostra; di fronte alla inferiorità della razza barbarica quale è quella slava"
e a delle circolari giunte ai nostri giorni che chiaramente lasciavano piena libertà alle truppe di decidere della vita di ribelli o "presunti" ribelli, ma anche di simpatizzanti della resistenza.
Durante quegli anni di occupazione, vennero sottratti i campi ai contadini slavi e affidati agli italiani, vennero chiusi i teatri e le biblioteche. Come se non bastasse venne indetta l'italianizzazione della gente vietando le scritte slave sulle tombe e imponendo l'italiano come unica lingua. Inoltre le chiese ortodosse vennero depredate, trasformate in chiese cattoliche oppure distrutte o trasformate in stalle; i serbi dovevano circolare con una P sul braccio (Pravoslavac = Ortodosso), gli ebrei con la stella di David e potevano andare solo nei quartieri ghetto approntati per loro; nei locali pubblici era apposto il cartello: "Ingresso vietato ai serbi, ebrei, zingari e cani".
Per fermare l'avanzata delle truppe partigiane slave vennero istituiti dei tribunali speciali che si macchiarono di atrocità come esprime il generale Ponticelli in una intervista rilasciata al "tempo":
"... quattro lustri di odio sono esplosi in un massacro che in un breve lasso di tempo ha avuto quale risultato lo sterminio di 35 mila serbi e decine di migliaia di altri... Tutti furono uccisi con torture inimmaginabili... Tutto può essere facilmente accertato e apparire in tutte le sue atrocità... Gli orrori che gli ustascia hanno commesso sulle ragazze serbe superano ogni idea... Centinaia di fotografie confermano i misfatti subiti dai pochi sopravvissuti: colpi di baionetta, lingue e denti strappati, occhi estirpati, seni tagliati, tutto ciò accadeva dopo che esse erano state violentate..."
Come se non bastasse, ci sono ampie testimonianze di come le foibe venissero utilizzate dai fascisti ancor prima del 1943, e adesso cercano di ricrearsi una verginità.
Non provo stupore dinnanzi a chi trattato per decenni come un animale esplode in così tanto odio e rabbia.
Se ancora non bastasse, parliamo con i numeri:
Tra il 1940 e il 1945 ci furono 45.000 morti tra sloveni e croati e italiani antifascisti, di cui molti gettati nelle foibe, 95.460 arrestati ed internati nei campi di concentramento che furono 113 in Italia, 15 in Jugoslavia e diversi ancora in altri territori occupati. Solo in Slovenia ci furono 13.606 morti nei lager.
Quello che viene festeggiato il 10 febbraio viene strumentalizzato dall'estrema destra per descrivere i partigiani come assassini e sterminatori di italiani, senza ricordare che la causa di così tanto odio è stata proprio la "pulizia etnica" del regime fascista.
Mettiamo che una quarantenne, tutto sommato normale, sposata, con
figli, una domenica abbia un problema. Durante un rapporto (con suo
marito!) il preservativo si rompe. Che fa la sventurata? Innanzitutto
parla con il marito: vogliamo un terzo figlio? Si valutano pro e contro
e questo richiede un po’ di tempo, soprattutto se nel frattempo gli
altri bambini si sono svegliati e chiedono le usuali cure e attenzioni
amorevoli riservate alla domenica mattina. Mettiamo che alla fine di
una lunga giornata di tentennamenti la questione fra il marito e la
moglie venga risolta con un «forse non è il caso». La sventurata mette
a letto i bambini, li lascia a casa con il padre e se ne va in giro
alla ricerca dell’unico mezzo che ha per intervenire: la pillola del
giorno dopo. Una soluzione tutto sommato indolore: la sventurata è
anche una cattolica media, sa che l’aborto significa cancellare una
vita. La pillola del giorno dopo, no. Interrompe il viaggio dello
spermatozoo verso l’ovulo. Niente fecondazione, niente embrioni, nessun
senso di colpa, solo effetti collaterali particolarmente fastidiosi se
se ne abusa. Ma la sventurata non è una diciottenne che si sballa in
discoteca il sabato sera. E’ la prima volta che si trova in una
situazione simile. Non usa nemmeno la pillola. Insomma dovrebbe star
tranquilla.
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