Il passatempo o il tempopassa

Inviato da pioniere | 30 Gen, 2008

Con quel minimo di forze che mi rimangono, rimango sconcertato dinnanzi al risultato di un esame che ho preparato con il sudore e con il sangue. Come sostiene sempre il virtuoso fica, e come sostengo sempre io, la colpa non è della prof, la colpa è solo mia. Quindi guardandomi allo specchio che rappresenta la mia immagine di pensiero su carta cybernetica voglio sfogare la mia rabbia e scriverne i dubbi, in modo tale che rileggendolo forse mi dia qualcosa su cui riflettere.

Un esito così inaspettato, una disfatta di caporetto inattesa (come del resto fu), peggio del peggio. Il mio amico Ruga invece ha preso meritatamente un voto di grand lunga superiore al mio, nonostante fossimo insieme all'esame. Colpa di un mojito, colpa di un problema che in fondo non avevo capito tanto bene? Un dubbio, piegare il mio orgoglio e proseguire a testa bassa verbalizzando questo obrobrio  di voto oppure alzare il capo e riprovare l'esame? Non capisco, in fondo è un esame di quelli montagneschi che tutti vorrebbero passare, ma, dopo tanti sforzi accontentarsi di un voto che non rispecchia (almeno secondo me, e ribadisco per colpe imputabili solo a me) la mia preparazione, scoccia.

Scoccia passare una settimana intensiva di studi e esercizi, scoccia il non aver dormito bene per una ssettimana e non aver dormito (o dormito poco) la notte prima dell'esame. Scoccia sapere che chi non ne sapeva più di te, in passato, si è beccato un voto alto. Alla fine si vive sui numeri, io sono un numero basso per questo esame, io sarò un numero basso alla fine della laurea se ora non decido di rifarlo. Ma se lo rifaccio perdo altro tempo, la mia vita è preziosa, il mio tempo è prezioso e prima inizio a portare a casa una cifra > 1000 €, prima finirà questo incubo del lavoro domenicale e prima finirà questo incubo di solitudine in casa. 

E intanto aspetto e il tempo passa...